Il Modello PMU: Perche’ la Francia e’ il Punto di Riferimento

Ippodromo di Longchamp a Parigi con tribuna moderna e cavalli in corsa

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Indice dei contenuti
  1. Il Modello PMU: Perche’ la Francia e’ il Punto di Riferimento
  2. Struttura e Funzionamento del PMU
  3. I Numeri del PMU: Raccolta, Giocatori, Impatto Economico
  4. Cosa Puo’ Imparare l’Italia dal Modello Francese
  5. Domande sul Modello PMU

Il Modello PMU: Perche’ la Francia e’ il Punto di Riferimento

La prima volta che ho scommesso su una corsa francese del PMU, sono rimasto colpito da un dettaglio: la quota sul vincente al totalizzatore era sensibilmente piu’ alta di quella che avrei ottenuto in Italia sulla stessa tipologia di scommessa. Non era un caso isolato – era il risultato di un sistema che trattiene meno e redistribuisce meglio. Il PMU francese, con 837 milioni di euro di risultato netto nel 2024, non e’ solo il piu’ grande operatore ippico d’Europa – e’ il modello con cui ogni altro sistema si misura.

Per chi segue le scommesse sulle corse dei cavalli in Italia, capire come funziona il PMU non e’ curiosita’ intellettuale. E’ capire cosa potrebbe essere l’ippica italiana se il modello economico fosse diverso.

Struttura e Funzionamento del PMU

Il PMU – Pari Mutuel Urbain – non e’ un bookmaker nel senso tradizionale. E’ un consorzio che gestisce il totalizzatore ippico francese in regime di monopolio parziale. Nato nel 1930, ha attraversato quasi un secolo di evoluzione mantenendo una caratteristica fondamentale: i proventi delle scommesse finanziano direttamente la filiera ippica.

Il funzionamento e’ quello del totalizzatore: le puntate vengono raccolte in un montepremi comune, viene trattenuta un’aliquota, e il resto viene distribuito ai vincitori. La differenza con l’Italia sta nelle aliquote e nella destinazione del prelievo. In Francia, il prelievo sul vincente e’ del 15,05% contro il 25-29% italiano. Sulle scommesse esotiche come il Quinte – il prodotto di punta del PMU – il prelievo e’ del 31-35% contro il 35-43% italiano.

Il PMU opera attraverso una rete capillare di punti vendita fisici distribuiti in tutto il paese – tabaccherie, bar, agenzie dedicate – e attraverso la piattaforma online. La copertura e’ capillare: scommettere sulle corse in Francia e’ semplice come comprare un biglietto della lotteria. Questa accessibilita’ e’ parte integrante del modello – il volume compensa i margini piu’ bassi.

I Numeri del PMU: Raccolta, Giocatori, Impatto Economico

I numeri del PMU sono eloquenti in se’, senza bisogno di commenti. 3,5 milioni di giocatori attivi. 235 ippodromi finanziati. 27.200 cavalli da corsa mantenuti nel circuito. 60.000 posti di lavoro nella filiera. L’ippica in Francia non e’ un settore marginale – e’ un ecosistema economico che si regge sulle scommesse e restituisce valore al territorio.

Il Prix d’Amerique Legend Race, la corsa di trotto piu’ giocata al mondo, ha generato oltre 17,7 milioni di euro di mise nella sola edizione 2025, con un montepremi di un milione di euro. Un singolo evento che muove piu’ di quanto l’intero calendario di trotto italiano riesca a generare in settimane.

Isabelle Falque-Pierrotin, presidente dell’Autorite Nationale des Jeux, ha rilevato che il mercato francese sta crescendo a un ritmo comparabile ai grandi mercati europei. Ma anche il modello francese non e’ immune da problemi: il numero di cavalli allenati per il galoppo e’ sceso da 10.000 a 9.000 tra il 2024 e il 2025. Guillaume de Saint-Seine, presidente di France Galop, ha segnalato un calo nella frequentazione degli ippodromi dovuto alla competizione con altre forme di intrattenimento – un segnale che nemmeno il sistema piu’ efficiente d’Europa riesce a contrastare del tutto.

Nonostante queste sfide, il confronto con l’Italia resta impietoso. Il PMU investe una quota strutturale della raccolta nel miglioramento degli impianti, nell’aumento dei montepremi e nel sostegno agli allevamenti. In Italia, la filiera ha ricevuto appena 10,3 milioni di euro nel 2025, in calo di 11,6 milioni rispetto all’anno precedente. I bookmaker italiani, nello stesso periodo, hanno visto il loro margine crescere del 35%.

Cosa Puo’ Imparare l’Italia dal Modello Francese

Guillaume de Saint-Seine ha descritto un circolo vizioso dove il calo di frequentazione porta a meno risorse, che portano a un prodotto meno attrattivo, che porta a un ulteriore calo. L’Italia e’ gia’ dentro questo circolo – la questione e’ se sia possibile uscirne.

La lezione principale del PMU e’ che le aliquote basse non significano meno entrate per lo Stato – significano un mercato piu’ ampio, piu’ sano e piu’ sostenibile. La Francia preleva meno per singola scommessa ma genera un volume complessivo enormemente superiore. E’ il principio della curva di Laffer applicato alle scommesse ippiche: oltre una certa soglia, aumentare il prelievo riduce la base imponibile.

La seconda lezione e’ la destinazione vincolata dei proventi. In Francia, una quota definita della raccolta e’ riservata per legge alla filiera ippica. Non e’ una concessione discrezionale – e’ un meccanismo strutturale che garantisce investimenti costanti indipendentemente dalle scelte politiche del momento. In Italia, come ha dettagliato l’analisi sulle aliquote delle scommesse ippiche, questa garanzia non esiste.

La terza lezione riguarda l’innovazione del prodotto. Il PMU ha investito nella digitalizzazione, nello streaming di qualita’, nelle applicazioni mobile e nell’espansione internazionale del proprio palinsesto. L’ippica italiana, con risorse limitate, fatica a tenere il passo. Il risultato e’ un prodotto che perde attrattivita’ relativa rispetto alle scommesse sportive, dove l’esperienza digitale e’ piu’ avanzata.

Adottare il modello francese in Italia non sarebbe un’operazione a costo zero. Richiederebbe una revisione delle aliquote – con un possibile calo temporaneo delle entrate erariali – e un ripensamento del rapporto tra Stato, concessionari e filiera. Ma l’alternativa, come hanno avvertito ripetutamente i rappresentanti del settore, e’ il declino progressivo di un comparto che ha radici secolari nel tessuto economico e culturale del paese.

Domande sul Modello PMU

Il modello francese e’ spesso citato come riferimento nelle discussioni sulla riforma dell’ippica italiana. Queste risposte chiariscono i punti essenziali per chi vuole capirne il funzionamento.

Cos’e’ il PMU e come funziona?

Il PMU – Pari Mutuel Urbain – e’ il consorzio che gestisce il totalizzatore ippico in Francia. Raccoglie le scommesse dei giocatori in un montepremi comune, trattiene un’aliquota fissata per legge e distribuisce il resto ai vincitori. A differenza dei bookmaker tradizionali, il PMU destina una quota strutturale della raccolta al finanziamento della filiera ippica francese.

Perche’ il modello francese finanzia meglio l’ippica rispetto a quello italiano?

Il PMU applica aliquote di prelievo piu’ basse rispetto all’Italia – 15,05% sul vincente contro il 25-29% italiano – e destina una quota vincolata per legge alla filiera ippica. Questo genera un circolo virtuoso: aliquote basse attraggono piu’ giocatori, il volume cresce e le risorse per ippodromi, allevamenti e montepremi aumentano. L’Italia, con aliquote piu’ alte, ottiene una raccolta inferiore e destina meno risorse alla filiera.

Creato dalla redazione di «Corse dei Cavalli Scommesse».